MARCO BIAGI, LE IDEE DEL “GIURISTA PROGETTUALE” GUARDAVANO LONTANO

A quindici anni dalla sua scomparsa, si può affermare che le idee del prof. Marco Biagi erano certamente innovative e guardavano lontano. Occupabilità dei lavoratori, forme di lavoro flessibile, tipologie contrattuali che nemmeno erano tipizzate nel nostro ordinamento come il lavoro interinale, il job sharing, sono solo alcuni dei suoi contributi che sono stati tradotti in legge. Non da ultimo è possibile anche collegare le riforme attuali previste nel Jobs Act autonomi a quella visione contenuta nello Statuto dei Lavori del prof. Biagi, che già vent’anni fa aveva previsto la necessità di questi cambiamenti.

Del prof. Marco Biagi in questi anni si sono scritte e dette tante cose, del suo lavoro tante idee sono state tradotte in legge e altre ancora vengono fatte crescere da chi quel professore l’ha conosciuto, da chi ha studiato sui suoi scritti e da chi con lui ha lavorato fianco a fianco.

Ricordarlo a quindici anni dalla sua scomparsa non è cosa facile e vorrei farlo con la memoria e il riconoscimento di chi ha avuto la fortuna e l’onore di poter far parte, per un piccolo tratto della sua vita professionale, di quella “bottega artigiana” che il prof. Marco Biagi – unitamente al suo allora giovane ricercatore Michele Tiraboschi – avevano creato presso il dipartimento di economia aziendale di quella facoltà modenese che ora porta il suo nome, così come la Fondazione a lui dedicata per dare continuità alla sua scuola.

Tutto iniziava seguendo i suoi corsi, dove lui ci trasmetteva un diritto del lavoro vivo, di respiro comparato e vissuto, da lui, in prima persona. Solo a distanza di anni, rileggendo gli appunti di quelle lezioni ho potuto capire l’innovazione di quanto in quelle aule ci veniva insegnato.

CONTINUA A LEGGERE

CONDIVIDI SU