Come arrivare preparati al colloquio di lavoro: cosa bisogna sapere

Il colloquio di lavoro è il momento cruciale del percorso di selezione. In quella mezz’ora di faccia a faccia ci giochiamo la partita del nostro futuro professionale. A differenza del curriculum vitae, dove l’unico canale di comunicazione è rappresentato dalle parole scritte (c.d. canale verbale), nel colloquio saranno coinvolti tutti e tre i canali di comunicazione: verbale, paraverbale e non verbale. Sarà dunque fondamentale non solo cosa diremo, ma anche come lo diremo e come ci comporteremo.
Vediamo come prepararci adeguatamente al colloquio considerando l’importanza dei tre canali di comunicazione.

PREPARARSI AL VERBALE

Partiamo quindi dal capire come arrivare preparati al colloquio di lavoro quanto ai contenuti. La prima considerazione è che se siete arrivati a questo punto del percorso di selezione vuol dire che il vostro curriculum vitae è stato considerato interessante e pertinente in relazione alle aspettative del selezionatore, sia esso il datore di lavoro, piuttosto che una società di selezione incaricata.
La seconda considerazione è che se abbiamo scritto cose veritiere nel curriculum, senza quindi aver millantato esperienze o competenze che in realtà non abbiamo, non dovremmo aver paura poi di sostenere tali qualità e contenuti nel faccia a faccia del colloquio. Su questo punto quindi più che prepararsi nei contenuti sarà il caso di prepararsi quanto al come esporli. Il selezionatore infatti ci chiederà di spiegare in modo più discorsivo o approfondito alcuni punti letti nel curriculum vitae, per capire meglio il contesto e soprattutto per cominciare a capire la personalità dell’interlocutore. Non limitatevi quindi a ripetere come una sorta di cronistoria quanto già indicato dal curriculum vitae, perché risultereste soltanto noiosi e scontati. Arricchite di motivazioni, usate lo storytelling per catturare invece l’attenzione, per far emergere la vostra motivazione, l’orgoglio delle vostre scelte, le vostre aspirazioni. Quel momento va giocato su questo piano, un piano emotivo e non più solo razionale. Certe informazioni il selezionatore le ha già su di voi, le ha lette nel curriculum vitae. Ciò che ora vuole sapere è chi siete da un punto di vista di carattere, motivazioni e aspirazioni. Su queste, dunque, vi dovrete preparare per arrivare pronti al colloquio.

  • Chiarirvi quali sono le motivazioni che oggi animano le vostre scelte di studi e lavorative;
  • Essere coerenti tra ciò che dite e ciò che avete scritto nel curriculum vitae;
  • Preparare uno storytelling della vostra vita e relative scelte di studio e di lavoro che sia interessante e abbia un file rouge;
  • Avere chiare le vostre aspettative lavorative, quindi cosa state cercando e perché (cioè, a pro di che);
  • Aver chiaro i sacrifici che siete disposti a fare (ad esempio viaggiare, piuttosto che lavorare con certi ritmi o con certi orari).

Fin qui abbiamo parlato di voi e di cose è utile che facciate per arrivare preparati su di voi al colloquio e saper quindi rispondere alle relative domande. Non sottovalutate questo aspetto che molti danno per scontato. Spesso la vera prima difficoltà è sapere cosa si vuole e cosa si sta cercando. Una persona decisa (non arrogante), sicura di sé, pronta ad affrontare un percorso di lavoro con consapevolezza e motivazione è quanto ogni selezionatore vorrebbe trovarsi davanti in un colloquio.
Ora dovete preparare il colloquio anche in relazione alla posizione che state cercando e al datore di lavoro. Qui va fatta una distinzione a seconda che state rispondendo ad una offerta di lavoro, piuttosto che se avete avanzato una vostra autocandidatura.
Mentre nel secondo caso non sapete per quale posizione vi chiameranno e non conoscete nulla del futuro datore di lavoro, nel primo caso invece avete già delle informazioni a disposizione, usatele! Sapete infatti dalla c.d. job description quale figura professionale stanno cercando, quali caratteristiche personali deve avere, quali titoli di studio, esperienze e motivazione. Potreste inoltre conoscere già anche chi sta effettuando questa ricerca, quindi il nome dell’azienda. In questo caso avete delle informazioni importanti a disposizione che dovete sfruttare assolutamente. Come? Innanzitutto leggete con attenzione e più volte la job description per capire quali caratteristiche verranno poi indagate in fase di colloquio e cercate di calarle su di voi per capire se le avete e come dimostrerete a parole nel colloquio di averle. Se nella job description c’è scritto che si cerca una persona fortemente motivata, capace di lavorare in team, orientata al risultato, va da se che tali aspetti saranno centrali nel colloquio e verranno indagati con attenzione dal selezionatore. Arrivare mosci, con le idee poco chiare, titubanti, timorosi decisamente non farà in modo che siate in linea con la personalità che stanno cercando. Inoltre sarà poco utile puntare sul fatto che siete precisi, metodici, pignoli, perché tra le caratteristiche che vogliono che il candidato abbia non ci sono quelle. In conclusione, cercate di capire chi siete ma anche cosa vogliono, non solo dal punto di vista razionale, di titoli ed esperienze, ma anche dal punto di vista di personalità. In secondo luogo, cercate di arrivare già rivestendo quei panni che il, selezionatore spera di trovarsi davanti.
Se conoscete il nome dell’azienda, poi, decisamente dovete arrivare preparati su di essa. Andate sul sito Internet e studiatevi l’azienda dal punto di vista dello stile, dell’organizzazione e dei prodotti e servizi che offre. Più arriverete preparati e più sarete in grado di dire cose interessanti e mirate. Inoltre il selezionatore apprezzerà molto l’intraprendenza con cui avete condotto questa fase e l’interesse che avete dimostrato per il vostro futuro datore di lavoro. Insomma, partirete decisamente con il piede giusto.

PREPARARSI AL PARAVERBALE

Se ciò che diciamo è decisamente importante di fase di selezione nel colloquio, anche come lo diciamo è fondamentale. Intendiamo qui il modo in cui parliamo: quindi il tono della voce, se trasmette sicurezza o indecisione, il volume della voce, se manifesta interesse o titubanza, il ritmo della voce, quindi la velocità con cui parliamo, che potrebbe tradire ansia o fragilità, la frequenza, i silenzi, le pause. Avere dinanzi a sé una persona piantata a terra, anche se giovane di età fa molto piacere, così come avere una persona centrate in sé stessa, in equilibrio, soddisfatta del proprio percorsi di vita fino a quel momento. Un paraverbale mal gestito potrebbe inficiare dei contenuti validi. Avere dinanzi a sé una persona che dal curriculum sembrava perfetta per quella posizione e poi scoprire che è particolarmente ansiosa, insicura e con le idee poco chiare per cui qualunque lavoro va bene, purchè lavori…ecco che deluderebbe le aspettative del selezionatore.
Cercate quindi di arrivare calmi al colloquio, in equilibrio con voi stessi, sereni e sicuri di chi siete e di cosa avete fatto fino a quel momento. Che il vostro curriculum sia pieno di esperienze o che siate alle prime armi non importa, l’importante è che siate strutturati e pronti ad affrontare il futuro con determinazione, motivazione e serietà di intenti.
Ricordatevi che il selezionatore non valuta la posizione in assoluto, ma anche in relazione al contesto in cui chi viene selezionato si inserirà. Quindi gli aspetti caratteriali sono importanti anche perché il neo assunto sarà inserito in un team di lavoro dove ci sono altre persone con i propri caratteri, avrà un capo e spesso si dovrà relazionale con i clienti. Le doti comunicative, relazionali, i carattere, la personalità sono quindi importanti quanto il titolo di studio e le esperienze.

PREPARARSI AL LINGUAGGIO DEL CORPO

Il terzo canale che nel colloquio emerge e attraverso cui passano moltissime informazioni è il c.d. linguaggio del corpo. Intendiamo tutto ciò che viene trasmesso non dalla parola parlata o scritta, ma dal corpo.

    Rientrano in questo canale:

  • Lo sguardo;
  • Le espressioni del volto;
  • La gestualità delle mani;
  • La postura del corpo;
  • La vestemica (il modo in cui andiamo vestiti e tutti gli ornamenti che parlano di noi);
  • La prossimica (la distanza dalle persone e la posizione nello spazio);
  • L’aptica (il tocco fisico tra le persone, a partire dalla stretta di mano).

Questi aspetti sono determinanti, perché si trasmettono da inconscio ad inconscio e dicono molto su di noi, sulla nostra personalità, sul nostro stato emotivo.
Arrivare pertanto preparati, sicuri di sè, calmi, motivati è molto importante per far partire col piede giusto il colloquio e aumentare le probabilità di portarsi a casa il risultato.
Fate attenzione pertanto a come andate vestiti, a come date la mano, a come guarderete il vostro interlocutore, a come terrete le mani durante il colloquio. Preparatevi cercando di rilassarvi con dei bei respiri e pensando positivo, che andrà bene innanzitutto perché non avete nulla da temere, da nascondere e perché vi considerate un valore e una risorsa per il potenziale datore di lavoro. Coltivate l’autostima e convincetevi che per i futuro datore è una fortuna aver incontrato voi.

di Mario Alberto Catarozzo
Formatore e Coach professionista
@MarAlbCat

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